Recensione Il bambino scambiato di Kenzaburō Ōe

Recensione Il bambino scambiato di Kenzaburō Ōe

Titolo: Il bambino scambiato
Autore: Kenzaburō Ōe
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 436
Giudizio: 4/5 

Trama

Kogito torna a casa e trova una valigia piena di audiocassette tutte registrate dal suo più vecchio amico Gorō, famoso registra e fratello di sua moglie.
Pochi giorni dopo Kogito viene a sapere che Gorō si è suicidato, senza un apparente perché e senza lasciare scritto neanche una riga.
Kogito cerca morbosamente una spiegazione e proprio in quelle audiocassette riversa tutta la sua attenzione.
Inizia così un lungo viaggio che lo porterà in Germania per cercare la donna che Gorō ha conosciuto e che custodisce un libro misterioso, un libro che narra un’antica leggenda, di un bambino scambiato e di un’intera famiglia sconvolta.
Kogito riuscirà a scoprire la verità e dare pace al suo cuore?

Recensione Il bambino scambiato di Kenzaburō Ōe

“ Il bambino scambiato di Kenzaburō Ōe “ è un romanzo ricco di valori che riesce a fare riflettere noi lettori su tutto quello che nella vita affrontiamo e viviamo.
Questo libro è considerato un vero e proprio capolavoro, un racconto che riconferma le doti narrative del premio Nobel per la letteratura.
La completa attenzione del protagonista, Kogito, viene catturata dalle audiocassette inviategli dal suo amico Gorō, per lui diventano un vero e proprio talismano, l’unico legame con l’amico scomparso in un ponte tra vita terrena e spirituale.
Le audiocassette sono il racconto delle loro esperienze presenti e passate, ripercorrono in modo casuale gli avvenimenti; Kogito difficilmente distingue la realtà, la sua mente è annebbiata, in questa lucida pazzia parla con il suo amico non accorgendosi che a rispondere è solo un nastro registrato.
Gorō racconta la sua intera vita, i suoi ricordi più felici con Kogito e le sue ombre più oscure e tra queste un trauma che lo ha cambiato per sempre.
Solo nell’ultima parte del romanzo l’attenzione viene spostata su Chikashi, moglie di Kogito, l’unica in grado di porre la parola fine a tutto quello che è successo.
All’interno del romanzo sono presenti molti riferimenti autobiografici, Kenzaburō Ōe come il protagonista ha sposato la sorella di un suo amico regista che successivamente si è suicidato gettandosi dal tetto di un edificio a causa di uno scandalo sessuale.
Altre similitudini si trovano con il figlio maggiore di Kenzaburō Ōe che ricorda quello di Kogito, diversamente abile e talentuoso della musica e per finire Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain è anche uno dei suoi libri preferiti.
Nel complesso un libro non facile da leggere, a tratti prolisso e confuso, un romanzo particolare che trasforma la semplice lettura in un viaggio attraverso i nostri più oscuri ricordi.

Ti è piaciuto il personaggio di Kogito?

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